Articolo pubblicato su Carta n. 30 del 29 luglio 2004 di Simone Ramella Ventuno milioni. Tante sono le morti provocate dal 1980 a oggi dall’applicazione nei paesi africani dei programmi di aggiustamento strutturale, imposti dal Fondo monetario internazionale, dalla Banca mondiale e dal G8 come requisito indispensabile per la concessione di prestiti. Calcolatrice alla mano, la perdita di vite umane causata all’Africa dal ricatto della riduzione della spesa pubblica per salute, istruzione e spese alimentari, e dalla privatizzazione forzata delle imprese statali, equivale a più di tre olocausti, 1.700 guerre in Iraq, 5mila intifade e 7mila 11 settembre. Considerata la massiccia copertura mediatica riservata agli attentati di New York e Washington del 2001, questa notizia avrebbe dovuto provocare un diluvio di articoli e reportage televisivi, ovvero l’esatto contrario di quello che è successo. Non a caso a pubblicarla è "Censura", il libro edito in Italia da Nuovi Mondi Media ...
Il movimento globale, i media, lo zio che lo ha formato, George Bush e molte altre cose
Articolo pubblicato su Carta n. 4 del 29 gennaio 2004
di Simone Ramella
Negli anni Cinquanta, con la sua grammatica generativa, ha rivoluzionato gli studi di linguistica. Negli anni Sessanta si è schierato apertamente contro la guerra in Vietnam. Il New York Times l’ha definito “il più importante intellettuale vivente”. Oggi è considerato uno degli ispiratori del movimento globale che si oppone al pensiero unico neoliberista e alla politica imperiale dell’attuale amministrazione statunitense.
Nei suoi panni, insomma, in molti avrebbero finito per montarsi la testa. Invece Noam Chomsky, a 75 anni appena compiuti [il 7 dicembre], continua a essere, per dirlo all’americana, un “very nice guy”, un gran bravo ragazzo. A vederlo trotterellare da una stanza all’altra del suo ufficio, nel Dipartimento di linguistica e filosofia del Mit [Massachusetts Institute of Technology] di Boston, indaffara...